Adsl, la rivolta dei sindaci ricorso alla Corte europea
[Tratto da Corriere del Veneto 14 dicembre 2009]
TREVISO — Nella Marca scoppia la rivolta per la mancanza dell’Adsl. Ossia di Internet veloce. I sindaci dell’Opitergino Mottense porteranno la protesta fino alla Corte europea per i diritti dell’Uomo. La crociata per le pari opportunità telematiche parte dal piccolo Comune di Meduna di Livenza, 2.967 abitanti, ma sta rapidamente dilagando con l’adesione di Portobuffolè, Ormelle, San Polo di Piave ed anche Motta di Livenza che, pur se servita dall’Adsl, ha ancora fette di territorio scoperto dal servizio. «Il 75% dei cittadini mi chiede di poter disporre di una rete Internet veloce, ma i tentativi che ho messo in atto fino ad ora non hanno avuto alcun effetto, da qui l’idea di portare la protesta fino in Europa, chiedendo anche ad altri Comuni di seguirci in questa battaglia – spiega il sindaco Marica Fantuz, già avvezzo alle sfide visto che prima della sua nomina istituzionale era a capo del Comitato pro-Friuli, per staccare Meduna dal Veneto – . Nella mia terra abbiamo combattuto per decenni per uscire dall’isolamento geografico e dalla mancanza d’infrastrutture, per trovarci oggi di fronte ad un nuovo isolamento di tipo telematico».
Il sindaco assicura che a chiedere il servizio sono tutti i cittadini, non solo gli imprenditori che ne avrebbero bisogno per le loro aziende, e giudica «discriminatorio» questo stato di cose. Perciò ha scritto al ministro per lo Sviluppo Ecomomico Claudio Scajola nonché a tutti i gestori privati di telefonia (Telecom, Wind, Tiscali, Fastweb, Tele2 ed Ehiweb). La risposta del ministero è stata, però, insoddisfacente. Da qui l’idea di ricorrere all’Europa e di dare vita ad un vero e proprio fronte pro-Adsl. «So che esistono delle alternative come quelle proposte da Asco Tlc, ma non sono finanziariamente percorribili», afferma la Fantuz, a cui implicitamente dà ragione anche lo stesso presidente di Asco Tlc Egidio Cadamuro: «Noi – dice Cadamuro – portiamo Internet veloce con tramite le fibre ottiche in prevalenza alle aziende, visti i costi. Ai privati proponiamo il wireless con dei ponti radio, per la cui istallazione chiediamo un contributo di 100 euro mentre altri 160 li chiede l’antennista. Il canone mensile è di 19 euro, ma non arriviamo dappertutto perché ci sono molti coni d’ombra». In effetti, se per quanto riguarda le zone industriali Asco Tlc, grazie ad un’intesa con la Provincia di Treviso, ha oramai coperto l’85% del territorio, viceversa per la fornitura di Internet veloce ai privati vi sono difficoltà oggettive, date dalla disincentivazione dei costi.
Ma qual è la realtà nella provincia di Treviso? Basta visitare un qualsiasi blog per capire che i tervigiani non sono soddisfatti del servizio Internet. Se poi si verifica nei siti degli operatori telefonici la copertura effettiva, i dati sono desolanti: su 95 Comuni ben 61 non sarebbero serviti dall’Adsl, gli altri 34 avrebbero comunque delle zone critiche. Montebelluna, infatti, risulta servita dall’Adsl ma non lo sono le frazioni di San Gaetano o di Busta, così come a Vittorio Veneto, dove Serravalle non dispone di Internet veloce. Ora però si sta aprendo uno spiraglio: «Stiamo dialogando con Telecon per portare l’Adsl ovunque a costi convenienti – annuncia Egidio Cadamuro – la cosa non è facile anche perché secondo le stime Telecom i Comuni scoperti nel Trevigiano sarebbero solo quindici, ma a nostro avviso sono molti di più e si potrebbe azzardare un 50%. Ad ogni modo la volontà di risolvere il disservizio c’è e stiamo lavorandoci». Chissà che la protesta europea di Meduna e dei Comuni vicini non sia di sprone.








